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	<title>Food Marketing o Marketing del Gusto | Sikelia.com</title>
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	<title>Food Marketing o Marketing del Gusto | Sikelia.com</title>
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		<title>Food Challenge Marketing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario De Pasquale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 05:58:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Food Marketing o Marketing del Gusto]]></category>
		<category><![CDATA[Adam Richman]]></category>
		<category><![CDATA[Youtubo Anche Io]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mangiatori di tutto il mondo, unitevi! Quanto cibo riuscirà a ingurgitare il mangiatore di turno? Ha del sovrumano la capacità di mangiare tantissimo cibo (con...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="yzp-no-index"></div><hr />
<p><span style="font-size: 14pt;">Mangiatori di tutto il mondo, unitevi!</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Quanto cibo riuscirà a ingurgitare il mangiatore di turno? Ha del sovrumano la capacità di mangiare tantissimo cibo (con relativo carico di super-calorie) in pochissimo tempo? Qual è la sfida?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Le sfide, si sa, vanno a spasso con la natura dell&#8217;uomo e la sfida contro se stessi è sempre quella più difficile da affrontare. Ci mettiamo continuamente alla prova, cercando di superare i nostri limiti e di competere il più possibile con altri capaci o meno di compiere le nostre stesse imprese.</span></p>
<h2>Il food-challenge più famoso del piccolo schermo: Man Vs Food</h2>
<p>Su questi presupposti si basa il cosiddetto <strong>Food-Challenge</strong> ovvero la sfida contro il cibo.</p>
<p>Certamente ricorderai una vecchia e molto fortunata trasmissione, <strong>Man Vs Food</strong> a cura di <strong>Adam Richman</strong>.</p>
<figure id="attachment_1144" aria-describedby="caption-attachment-1144" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-1144 size-full" title="Adam Richman, Man Vs Food, 2010, foto da variety.com." src="https://sikelia.com/wp-content/uploads/2019/04/sikelia-food-marketing-food-challenge-adam-richman.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://sikelia.com/wp-content/uploads/2019/04/sikelia-food-marketing-food-challenge-adam-richman.jpg 1000w, https://sikelia.com/wp-content/uploads/2019/04/sikelia-food-marketing-food-challenge-adam-richman-300x169.jpg 300w, https://sikelia.com/wp-content/uploads/2019/04/sikelia-food-marketing-food-challenge-adam-richman-768x432.jpg 768w, https://sikelia.com/wp-content/uploads/2019/04/sikelia-food-marketing-food-challenge-adam-richman-777x437.jpg 777w, https://sikelia.com/wp-content/uploads/2019/04/sikelia-food-marketing-food-challenge-adam-richman-260x146.jpg 260w, https://sikelia.com/wp-content/uploads/2019/04/sikelia-food-marketing-food-challenge-adam-richman-120x67.jpg 120w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-1144" class="wp-caption-text">Adam Richman, <em>Man Vs Food</em>, 2010, foto da variety.com.</figcaption></figure>
<p>Adam, attore e presentatore statunitense di Brooklyn, ha passato in rassegna più di 200 ristoranti americani per stabilire dei record personali ma soprattutto per caratterizzare la sua trasmissione, basata sulle <strong>sfide dell&#8217;uomo contro il cibo.</strong> Non solo: devo sottolineare che Adam partiva dall&#8217;analisi della preparazione del piatto, dalle tradizioni culinarie del posto visitato, dall&#8217;utilizzo di particolari ingredienti che hanno reso popolare il luogo di ristorazione passato sotto la lente d&#8217;ingrandimento di Adam. Cosicché, a parte la scena finale in cui Adam si cimentava nel trangugiare grosse porzioni di hamburger, burrito, patatine con hotdog, kebab pepatissimi con quantità enormi di fagioli e così via, il tenace e simpatico presentatore ci faceva addentrare nei segreti dell&#8217;arte culinaria dei piatti più appetitosi e ricercati d&#8217;America e non solo.</p>
<figure id="attachment_1143" aria-describedby="caption-attachment-1143" style="width: 968px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-1143 size-full" title="Adam Richman, Man Vs Food, 2011, foto da independent.co.uk" src="https://sikelia.com/wp-content/uploads/2019/04/sikelia-food-marketing-food-challenge-adam-richman-independent.jpg" alt="" width="968" height="681" srcset="https://sikelia.com/wp-content/uploads/2019/04/sikelia-food-marketing-food-challenge-adam-richman-independent.jpg 968w, https://sikelia.com/wp-content/uploads/2019/04/sikelia-food-marketing-food-challenge-adam-richman-independent-300x211.jpg 300w, https://sikelia.com/wp-content/uploads/2019/04/sikelia-food-marketing-food-challenge-adam-richman-independent-768x540.jpg 768w" sizes="(max-width: 968px) 100vw, 968px" /><figcaption id="caption-attachment-1143" class="wp-caption-text">Adam Richman, <em>Man Vs Food</em>, 2011, foto da independent.co.uk</figcaption></figure>
<p><em>Man Vs Food</em> ha avuto una durata relativa, dal 2008 al 2012 circa, anno in cui Mr. Richman ha rinunciato alle sue sfide per proseguire sulla ricerca dei dietro le quinte delle ricette migliori al mondo (<em>Man Finds Food</em>).</p>
<p>In effetti, dopo quell&#8217;intensa esperienza, Adam è diventato uno dei più grandi analisti del cibo veloce, un giudice implacabile, ironico ed esperto, capace di esaltare le qualità dei ristoratori piccoli e grandi, famosi grazie alle loro ricette di più grande impatto con il pubblico.</p>
<p>Da quell&#8217;<strong>insana passione per il cibo</strong>, dunque, Adam ha sviluppato una competenza che gli ha permesso di intraprendere una nuova carriera nell&#8217;ambito che ha sempre preferito: TV e alimentazione.</p>
<h3>Dove sta il marketing nel Food Challenge?</h3>
<p>In pratica, grazie alla sua verve e alle sue capacità comunicative, nonché allo schema competitivo introdotto nelle sue divertenti trasmissioni, Adam Richman ha realizzato una vera e propria operazione di <strong>marketing del gusto</strong>. È riuscito, in un colpo solo, a fare di una serie TV da intrattenimento una trasmissione culturale di informazione sul cibo più stravagante e gustoso al mondo e, allo stesso tempo, a soddisfare i desideri dei golosi e degli appassionati di cucina internazionale, indicando i luoghi da visitare, la storia del piatto trattato e dei cuochi.</p>
<p>Eccessivo? Ridondante? Estremo? Forse, ma sicuramente attraente, capace di radunare intorno a sé una grande massa di curiosi interessati non solo alle grandi gesta dell&#8217;ingurgitamento ma anche e soprattutto al tema del cibo. Le cucine americane certamente non seguono la dieta mediterranea, anzi si caratterizzano per le eccessive fritture e l&#8217;uso di alte percentuali di grassi, ma tutto ciò (la composizione veniva sempre svelata nei servizi di Adam) può essere utile anche per apprendere le dinamiche di un alimento gustoso e capire cosa non mangiare rispetto alle proprie esigenze salutari.</p>
<h3>Cibo insano: uno strappo alla regola, ogni tanto</h3>
<p><em>Semel in anno licet insanire</em>, dunque periodicamente tutti possiamo permetterci degli strappi alla regola e mangiare del cibo che del tutto sano non è. Lo facciamo ogni domenica con le lasagne della nonna o con il dolce della zia, la parmigiana della mamma con le melanzane fritte e via dicendo. Questo sembra il senso del <strong>reality show</strong> televisivo di Adam Richman trasmesso da Travel Channel a partire dal 3 dicembre 2008.</p>
<p>Il piacere della sfida piace ed è uno degli ingredienti principali del marketing del gusto: pensate alle versioni dei vari Masterchef, alle varie Prove del Cuoco&#8230; il cuore pulsante è sempre un <strong>test di abilità</strong>. Contemporaneamente, si vende un prodotto/servizio: una marca di pentole, di olio, di forno, di frigorifero, un ristorante, un pub, una trattoria, una trasmissione televisiva, un reality show&#8230;</p>
<p>Tutto fa spettacolo e tutto fa vendere.</p>
<h3>Chi ha prestato attenzione ultimamente alla sfida di <strong>YouTubo Anche Io</strong>?</h3>
<p>Si tratta di un signore calabrese alle prese con accostamenti stravaganti di una buona quantità di cibo (un chilo di tiramisù in accoppiata con un pollo, cocktail di gamberetti a profusione, 10 hamburger, panini con pancetta e melanzana grigliata, tris di panini con peperoni, zucchine grigliate e pomodori sott&#8217;olio ecc). Sono quegli accostamenti che solitamente fanno i fratelli minori a casa, suscitando il disgusto dei familiari e degli amici (pasta con la nutella e patatine fritte, per intenderci).</p>
<p>Il soggetto dei video food-challenge si presenta già abbondantemente sovrappeso e non si sa quale peso raggiungerà al termine di queste continue sfide contro il cibo. C&#8217;è chi pensa che alla fine della performance possa schiattare ed è questo, forse, che tiene inchiodate migliaia di persone di fronte al display del cellulare. Il piacere sadico della sfida estrema che si potrebbe pagare anche con la vita, così come ai tempi dei gladiatori romani.</p>
<p>Ma <strong>Youtubo Anche Io</strong>, all&#8217;anagrafe Omar Palermo (40 anni fra un mese), non è un gladiatore, anzi. Ha la stoffa del bravo ragazzo di provincia che vuole piacere e farsi seguire, creare una comunità di followers probabilmente per non sentirsi solo o per valorizzarsi maggiormente. Dopo vari esperimenti su YouTube, Omar ha trovato la sua visibilità e la sua nuova via del marketing del gusto.</p>
<h3>Cosa dovrebbe fare Youtubo-Omar?</h3>
<p>A questo punto della sua ascesa mediatica, dovrebbe fare come Adam Richman. Fermarsi e raccogliere i frutti di questa sua improvvisa notorietà: smetterla di rimpinzarsi e trasformare il suo canale in un percorso di recupero dell&#8217;obesità oppure in un <strong>corso di cucina mediterranea</strong>. Fare il salto di qualità, dunque. Guadagnerebbe sicuramente in salute e si assicurerebbe una fama più duratura e più redditizia.</p>
<p><iframe title="Thè Infinito con 1 Kg di Eccellente Miele" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/h8z-XIlgxm4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<h3>Interessanti varianti del Food Challenge:</h3>
<p>Se vuoi seguire, ma solo occasionalmente (è un consiglio!), le sfide del food challenge, ti fornisco una serie di appuntamenti:</p>
<p><strong><a href="http://www.localwildfoodchallenge.com/la-sfida/?lang=it">LOCAL WILD FOOD CHALLENGE</a></strong> &#8211; Variante della sfida che ha permesso di creare varie comunità locali di amanti del cibo selvatico. Ogni piatto è caratterizzato da almeno un ingrediente prelevato direttamente dalla natura e può essere caldo, freddo, cotto o crudo.</p>
<p><strong><a href="http://2night.it/2014/10/11/man-vs-food-treviso.html">HAMBURGER GRATIS A TREVISO</a></strong> &#8211; Se sei di Treviso o dei dintorni, puoi cimentarti in queste sfide contro hamburger da 1 kg in su: se consumi tutto, non paghi!</p>
<p><a href="https://www.majorleagueeating.com/contests.php?action=detail&amp;eventID=825"><strong>VOGLIA DI GELATO?</strong></a> &#8211; Partecipa a <em>The World’s Ice Cream Eating Championship (</em>Indiana, Stati Uniti). Qui vince un premio di 4.000 dollari chi mangia più gelato (ultimo record: 15,5 kg di gelato in 6 minuti!).</p>
<p><strong><a href="https://www.focacciadirecco.it/">FOCACCIA AL FORMAGGIO RECORD</a></strong> &#8211; A Recco, Genova, il mese di maggio (quest&#8217;anno il 19) si organizza la Festa della Focaccia. Anche qui, si mangia senza limiti. 10 concorrenti si sfidano per divorare una focaccia con 1 kg di formaggio! Ma se vi piace di più la pizza e volete guadagnarvi 4.000 dollari, andate in Canada per <strong><a href="https://www.majorleagueeating.com/contests.php?action=detail&amp;eventID=823">The Vaughan Pizza Fest International</a></strong>.</p>
<p>Negli USA numerosi sono i contest sul cibo, vere e proprie macchine di marketing del gusto, come <strong>Hooters</strong>:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Hooters World Wing Eating Championship - Part 1" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/RWoiqdM6FSk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>E tu, hai partecipato a qualche food challenge? Ne avresti qualcuno da segnalare, giusto per interpretarne i criteri di marketing adottati? Lo inserirò in questo post.</p>
<p>Via ai commenti (in fondo alla pagina), grazie!</p>
<hr />
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		<title>Food Marketing o Marketing del Gusto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario De Pasquale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jun 2018 10:42:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corsi di Dynamic Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Food Marketing o Marketing del Gusto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le vie del food marketing sono infinite. L’industria del prodotto alimentare è vasta e variegata, capillare nelle sue modalità di accesso al mondo dei consumatori....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="yzp-no-index"></div><hr />
<p>Le vie del <b>food marketing</b> sono infinite. L’<b>industria del prodotto alimentare</b> è vasta e variegata, capillare nelle sue modalità di accesso al mondo dei consumatori.</p>
<p>L’offerta, infatti, si avvale di diverse forme di invito, proposta, attrattiva e può prodursi attraverso una scatola, un menù o un piatto fumante.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2>Alla base del food marketing: il packaging.</h2>
<p>Cominciamo dalla presentazione del prodotto in scatola, ovvero dal <b>packaging</b>.</p>
<p>Le fasi di <i>imballaggio</i>, <i>confezionamento</i> e <i>presentazione</i> di un prodotto hanno un grande peso sul successo di vendita del prodotto stesso. Non si tratta solo del <i>formato</i> della scatola, del pacco o della bottiglia, ma anche della <i>grafica</i>, dei <i>caratteri</i> e delle <i>immagini </i>utilizzati. Tutto contribuisce alla vendita, per non parlare anche della presentazione del prodotto e della sua distribuzione. Fermatevi un attimo a pensare alla politica di presentazione dei dispositivi Apple, iPhone e iPad, sin dai tempi di Steve Jobs: palco teatrale, sfondi digitali con la proiezione (in forma spettacolare e dettagliata, con ingrandimenti) di software e hardware, con il fondatore in veste da guru rigorosamente integrato con lo sfondo, jeans e maglia di colore neri. Soluzioni semplici, ma di grande impatto. Anche il <i>packaging</i> della Apple riprende il tema della presentazione semplice ed efficace: un solido involucro bianco che riproduce, sulla facciata principale, il display del dispositivo mobile. Il valore del prodotto si percepisce, si vede e si tocca con mano.</p>
<p>Pensate adesso alle modalità di presentazione di un pranzo tramite un <b>menù</b> semplice e accattivante: carta porosa (Fedrigoni Woodstock Betulla, ad esempio), la scelta dei caratteri coerente con il profilo del locale e l’arredamento della location, l’inserimento di alcuni dati utili come il numero di telefono, la email e il sito web del ristorante/pub/bar.</p>
<p>Anche il <b>piatto</b> è parte integrante di questa offerta al pubblico: abbondante, denso di sapori e colori per i locali che offrono <b>menù tipici</b>, ben dosato ed elegante per i ristoranti <i>gourmet</i>. Contenuti, dunque, in linea con il profilo commerciale, ma anche tovagliati, posateria, bicchieri, bottiglie, piatti scelti con cura: che lascino pensare alla solidità, alla serietà, alla sobrietà o all’eleganza, all’originalità dell’azienda.</p>
<h2><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-850 size-full" src="https://sikelia.com/wp-content/uploads/2018/06/sikelia-food-marketing-frutta-packaging.jpg" alt="" width="695" height="500" srcset="https://sikelia.com/wp-content/uploads/2018/06/sikelia-food-marketing-frutta-packaging.jpg 695w, https://sikelia.com/wp-content/uploads/2018/06/sikelia-food-marketing-frutta-packaging-300x216.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 695px) 100vw, 695px" /></h2>
<h2>Aspetti social del food marketing</h2>
<p>Interessante curare anche l’aspetto <b>social </b>dei servizi di ristorazione: quanti bar, ristoranti o pub pensano a<b> registrare</b> i propri clienti per proporre promozioni o invitarli ad eventi particolari o ritagliati sul loro profilo di consumatori? Quanti hanno sottoposto ai loro clienti un <b>questionario</b>? I negozi di abbigliamento si sono attrezzati già da qualche anno e sottopongono ai loro clienti tessere e schede da riempire in cambio di interessanti sconti su vestiti, accessori e scarpe. Con buon successo, anche se la categoria sta finendo per omologarsi nel trattamento del cliente. Tuttavia, è già un’iniziativa apprezzabile e che continua a produrre risultati. Bisognerebbe guardare in prospettiva, adesso.</p>
<p>Social è anche l’<b>omaggio</b> che il ristoratore porge a una coppia o a un gruppo di avventori: un gadget-ricordo del locale, un dolce o un digestivo. Tutto contribuisce a garantire un <b>ritorno</b>, diretto (gli stessi clienti) o indiretto (altri clienti attratti dal passaparola).</p>
<p>Social è l’essenza “<b><i>green</i></b><i>”</i> della vostra offerta: utilizzo di carta riciclata, rispetto dell’ambiente, riciclo del vetro, utilizzo di prodotti biologici. Sono aspetti che vanno evidenziati nei vostri menù.</p>
<hr />
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Traspare la padronanza del settore da parte del docente esperto Meo anche se avremmo preferito un impianto letterario del libro più strutturato è dotato di grafica a sostegno. Per chi vive nell&#039;ambiente del food è interessante tutta la parte statistica sull&#039;uso del web da parte dei &quot;foodies&quot; e tutte le modulazioni del mondo della ristorazione, un&#039;interessante carrellata su tutte le novità soprattutto del milanese e del nord Italia, in locali e chef frequentati dal nostro Meo. Qualche riferimento di troppo a favore di Cracco (pubblicità progresso, ritorno di immagine o icona irrinunciabile nell&#039;ambito del cooking italiano?). Lodevole dunque l&#039;intenzione di Carlo Meo di illustrare i contenuti e la dimensione del food marketing ma ancora un&#039;opera da completare, magari con una seconda attesa pubblicazione sul tema." data-order="FOOD MARKETING di Carlo Meo è un libro che parte disinvolto e diventa sempre più concreto e tecnico. 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Traspare la padronanza del settore da parte del docente esperto Meo anche se avremmo preferito un impianto letterario del libro più strutturato è dotato di grafica a sostegno. Per chi vive nell'ambiente del food è interessante tutta la parte statistica sull'uso del web da parte dei "foodies" e tutte le modulazioni del mondo della ristorazione, un'interessante carrellata su tutte le novità soprattutto del milanese e del nord Italia, in locali e chef frequentati dal nostro Meo. Qualche riferimento di troppo a favore di Cracco (pubblicità progresso, ritorno di immagine o icona irrinunciabile nell'ambito del cooking italiano?). Lodevole dunque l'intenzione di Carlo Meo di illustrare i contenuti e la dimensione del food marketing ma ancora un'opera da completare, magari con una seconda attesa pubblicazione sul tema. </td><td data-cell-id="B2" data-x="1" data-y="2" data-db-index="2" class="htLeft htTop fsize-16" data-cell-type="text" data-original-value="GESTISCI BLOG, SOCIAL E SEO CON IL CONTENT MARKETING di Dario Ciracì è un manuale di preparazione all&#039;utilizzo del content marketing da parte del neofita, con qualche dritta riservata anche agli esperti del campo. Il progetto editoriale consiste nell&#039;apprendere le tecniche di elaborazione, scrittura e distribuzione di post, video e infografiche attraverso i social e il proprio blog. Si parte da un&#039;analisi condotta sul campo attraverso gli strumenti di ricerca offerti gratuitamente da grandi motori come Google, poi, una volta trovata la giusta idea da mettere in rete, si comincia con la creazione di una comunità social, che dovrebbe costituire la base della propria attività imprenditoriale online. Ciracì, infatti, parte dal presupposto che sulla rete non c&#039;è più spazio per il bluff o per sistemi &quot;sporchi&quot; per promuovere il proprio sito, per esempio, attraverso il link building o l&#039;acquisto di &quot;mi piace&quot;, perché il maggiore dei motori di ricerca, Google, soffoca tutti questi tentativi ritenuti &quot;traffico non meritevole&quot;. Le intenzioni meritocratiche messe in atto dal colosso digitale americano, premiano la raccolta di affiliazioni vere, sia con le comunità d&#039;interesse, sia con gli internauti. È arrivata, insomma, la fase della verità, dei rapporti umani coltivati giorno per giorno. E c&#039;è più attività comunicativa oggi con il digitale che ieri per via analogica: è vero, infatti, che si stringono rapporti con persone vere, anche a distanza, e che ci si può anche vedere in molteplici occasioni di incontro, tra fiere, convegni, mostre, food experience: il web virtuale è diventato il preludio alla stretta di mano reale. La scrittura di Ciracì è semplice e lineare, senza grandi declamazioni, né spettacolari impennate. Le conclusioni sono ancora più incisive rispetto a tutto il libro: basterebbe leggerle per rifarsi della intensa lettura precedente. Vediamo, dunque, margini di miglioramento sia nell&#039;impostazione letteraria, sia in quella grafica, sebbene il libro abbia il merito di utilizzare elementi originali tratti dal sito dell&#039;autore. Tuttavia, come abbiamo visto fare anche con altri autori dello stesso filone, si pubblicano foto, schemi e infografiche tratti per lo più da siti americani. A testimonianza del fatto che il web marketing sia ancora una scienza del tutto americana e che stia sbarcando in Italia con un po&#039; di difficoltà e molta copiatura." data-order="GESTISCI BLOG, SOCIAL E SEO CON IL CONTENT MARKETING di Dario Ciracì è un manuale di preparazione all&#039;utilizzo del content marketing da parte del neofita, con qualche dritta riservata anche agli esperti del campo. Il progetto editoriale consiste nell&#039;apprendere le tecniche di elaborazione, scrittura e distribuzione di post, video e infografiche attraverso i social e il proprio blog. Si parte da un&#039;analisi condotta sul campo attraverso gli strumenti di ricerca offerti gratuitamente da grandi motori come Google, poi, una volta trovata la giusta idea da mettere in rete, si comincia con la creazione di una comunità social, che dovrebbe costituire la base della propria attività imprenditoriale online. Ciracì, infatti, parte dal presupposto che sulla rete non c&#039;è più spazio per il bluff o per sistemi &quot;sporchi&quot; per promuovere il proprio sito, per esempio, attraverso il link building o l&#039;acquisto di &quot;mi piace&quot;, perché il maggiore dei motori di ricerca, Google, soffoca tutti questi tentativi ritenuti &quot;traffico non meritevole&quot;. Le intenzioni meritocratiche messe in atto dal colosso digitale americano, premiano la raccolta di affiliazioni vere, sia con le comunità d&#039;interesse, sia con gli internauti. È arrivata, insomma, la fase della verità, dei rapporti umani coltivati giorno per giorno. E c&#039;è più attività comunicativa oggi con il digitale che ieri per via analogica: è vero, infatti, che si stringono rapporti con persone vere, anche a distanza, e che ci si può anche vedere in molteplici occasioni di incontro, tra fiere, convegni, mostre, food experience: il web virtuale è diventato il preludio alla stretta di mano reale. La scrittura di Ciracì è semplice e lineare, senza grandi declamazioni, né spettacolari impennate. Le conclusioni sono ancora più incisive rispetto a tutto il libro: basterebbe leggerle per rifarsi della intensa lettura precedente. Vediamo, dunque, margini di miglioramento sia nell&#039;impostazione letteraria, sia in quella grafica, sebbene il libro abbia il merito di utilizzare elementi originali tratti dal sito dell&#039;autore. Tuttavia, come abbiamo visto fare anche con altri autori dello stesso filone, si pubblicano foto, schemi e infografiche tratti per lo più da siti americani. A testimonianza del fatto che il web marketing sia ancora una scienza del tutto americana e che stia sbarcando in Italia con un po&#039; di difficoltà e molta copiatura." data-hide="true" >GESTISCI BLOG, SOCIAL E SEO CON IL CONTENT MARKETING di Dario Ciracì è un manuale di preparazione all'utilizzo del content marketing da parte del neofita, con qualche dritta riservata anche agli esperti del campo. Il progetto editoriale consiste nell'apprendere le tecniche di elaborazione, scrittura e distribuzione di post, video e infografiche attraverso i social e il proprio blog. Si parte da un'analisi condotta sul campo attraverso gli strumenti di ricerca offerti gratuitamente da grandi motori come Google, poi, una volta trovata la giusta idea da mettere in rete, si comincia con la creazione di una comunità social, che dovrebbe costituire la base della propria attività imprenditoriale online. Ciracì, infatti, parte dal presupposto che sulla rete non c'è più spazio per il bluff o per sistemi "sporchi" per promuovere il proprio sito, per esempio, attraverso il link building o l'acquisto di "mi piace", perché il maggiore dei motori di ricerca, Google, soffoca tutti questi tentativi ritenuti "traffico non meritevole". Le intenzioni meritocratiche messe in atto dal colosso digitale americano, premiano la raccolta di affiliazioni vere, sia con le comunità d'interesse, sia con gli internauti. È arrivata, insomma, la fase della verità, dei rapporti umani coltivati giorno per giorno. E c'è più attività comunicativa oggi con il digitale che ieri per via analogica: è vero, infatti, che si stringono rapporti con persone vere, anche a distanza, e che ci si può anche vedere in molteplici occasioni di incontro, tra fiere, convegni, mostre, food experience: il web virtuale è diventato il preludio alla stretta di mano reale. La scrittura di Ciracì è semplice e lineare, senza grandi declamazioni, né spettacolari impennate. Le conclusioni sono ancora più incisive rispetto a tutto il libro: basterebbe leggerle per rifarsi della intensa lettura precedente. Vediamo, dunque, margini di miglioramento sia nell'impostazione letteraria, sia in quella grafica, sebbene il libro abbia il merito di utilizzare elementi originali tratti dal sito dell'autore. Tuttavia, come abbiamo visto fare anche con altri autori dello stesso filone, si pubblicano foto, schemi e infografiche tratti per lo più da siti americani. A testimonianza del fatto che il web marketing sia ancora una scienza del tutto americana e che stia sbarcando in Italia con un po' di difficoltà e molta copiatura. </td></tr><tr style="height:px" ><td data-cell-id="A3" data-x="0" data-y="3" data-db-index="3" class="htTop htLeft fsize-16" data-cell-type="text" data-original-value="Voto di ABC SIKELIA Edizioni:" data-order="Voto di ABC SIKELIA Edizioni:" >Voto di ABC SIKELIA Edizioni: </td><td data-cell-id="B3" data-x="1" data-y="3" data-db-index="3" class="htTop htLeft fsize-16 bold" data-cell-type="text" data-cell-format-type="number" data-original-value="7 e 1/2" data-order="7 e 1/2" >7 e 1/2 </td></tr><tr style="height:px" ><td data-cell-id="A4" data-x="0" data-y="4" data-db-index="4" class="htTop htLeft fsize-16" data-cell-type="text" data-original-value="Prezzo:" data-order="Prezzo:" >Prezzo: </td><td data-cell-id="B4" data-x="1" data-y="4" data-db-index="4" class="htTop htLeft fsize-16" data-cell-type="text" data-original-value="€ 16,06" data-order="€ 16,06" >€ 16,06 </td></tr><tr style="height:px" ><td data-cell-id="A5" data-x="0" data-y="5" data-db-index="5" class="htTop htLeft fsize-16" data-cell-type="text" data-original-value="Lo trovi su:" data-order="Lo trovi su:" >Lo trovi su: </td><td data-cell-id="B5" data-x="1" data-y="5" data-db-index="5" class="htTop htLeft fsize-16" data-cell-type="text" data-original-value="&lt;a href=&quot;https://amzn.to/2J5C1z1&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://sikelia.com/wp-content/uploads/2017/12/compra-su-amazon-e1514017892700.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;" data-order="&lt;a href=&quot;https://amzn.to/2J5C1z1&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://sikelia.com/wp-content/uploads/2017/12/compra-su-amazon-e1514017892700.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;" ><a href="https://amzn.to/2J5C1z1" target="_blank"><img decoding="async" src="https://sikelia.com/wp-content/uploads/2017/12/compra-su-amazon-e1514017892700.png" /></a></a></a></td></tr></tbody></table><!-- /#supsystic-table-8.supsystic-table --><div class="table-signature"></div></div><!-- /.supsystic-tables-wrap --><!-- Tables Generator by Supsystic --><!-- Version:1.10.46 --><!-- http://supsystic.com/ -->
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