Sikelia

Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo sanno ascoltare.
(Giovanni Verga, I Malavoglia)

Cosa significa Sikelia?

Sikelia  era il termine con cui i Greci chiamavano l’Isola al centro del Mediterraneo. Dalla radice sik, indicante crescita e fecondità, si giunse a SIKELIA, “terra dell’abbondanza” o, letteralmente, (la terra) del fico (in greco sukè) e dell’ulivo (in greco èlaia).

Sikelia fu un importante thema dell’Impero Bizantino, con capoluogo Siracusa. Dopo il X secolo, divenne il ventitreesimo tema sui trentuno dell’Impero Bizantino ma con capitale Rometta e rifornendo di fanti e arcieri l’impero. Rometta cadde nel 965, sotto l’assalto dei Saraceni, ma, nel 1038, l’imperatore bizantino Michele IV il Paflagone mandò il generale Giorgio Maniace a riprendere la Sicilia con un drappello di soldati formato da bizantini, longobardi e normanni. Furono questi ultimi, una volta ritornati in Normandia, a promuovere una spedizione militare in Sicilia. Infatti, una volta avuto il placet del papa, i fratelli normanni Altavilla, Roberto il Guiscardo e Ruggero, partirono alla conquista dell’Italia meridionale. Da qui ha inizio una nuova e avvincente pagina di storia della Sicilia.

Da sempre terra feconda, sede di tiranni potentissimi e illuminati, generatrice di famosi pensatori e scienziati, granaio di Roma, culla della letteratura italiana e della cultura scientifica.

Isola dalle inesauribili risorse naturali ed interminabile crocevia di popoli e dominatori: Sicani, Elimi, Siculi, Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli, Piemontesi, Austriaci, Borboni.

A testimoniare l’appartenenza ad una cultura, che potremmo definire “aperta”, è il simbolo della Trinacria. Apparso nell’iconografia siciliana dal IV secolo a.C., presso la metope del tempio C di Selinunte, rappresenta il mito solare di Perseo1 e raffigura una testa di Gorgone2 con tre gambe in circolo.

Divenuto, in breve, un talismano contro gli spiriti maligni, è stato esportato in terre lontane e rielaborato in varie forme.

  1. Perseo è un eroe della mitologia greca, figlio di Zeus e Danae. In una delle sue missioni, Perseo batté una della Gorgoni, Medusa, guardandola allo specchio per non venire pietrificato dal suo sguardo. L’eroe donò la testa di Medusa alla Dea Atena, che la collocò nel suo scudo per pietrificare i suoi nemici.
  2. Le Gorgoni erano esseri mostruosi della mitologia greca, figlie di Forco e di Ceto. In tutto tre sorelle: Steno, Euriale e Medusa. Si presentavano con ali d’oro, artigli di bronzo, zanne di cinghiale e serpenti per capelli. Medusa era considerata la regina e la più pericolosa, tant’è che Persefone ne fece la custode degli Inferi.

    Medusa secondo Michelangelo da Caravaggio