Il processo di connettività

Il processo di connettività
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Analisi del problema

Hai mai visto nei negozi clienti che se ne vanno in giro consultando freneticamente il proprio cellulare, scontenti delle informazioni offerte dalle didascalie dei prodotti? Probabilmente stanno visionando le pagine web di Amazon, Google o altri motori di ricerca per avere maggiori ragguagli sul prodotto che andranno ad acquistare. Personalmente, è da circa un ventennio che ricorro a questa pratica nella speranza di fare il migliore acquisto. 

A proposito di marketing (e di digital marketing), quanti sono i negozi che mettono a disposizione questo servizio  di informazione e di comparazione oggi? Siamo connessi da molto tempo, ma la connettività (con il suo carico di informazione) non sembra ancora entrata nei nostri negozi. Questa mancanza di attenzione verso la connettività (da distinguere dalla connessione, che quasi tutti i centri commerciali offrono) crea distanza tra l’azienda e la clientela.

Senza contare gli effetti dispersivi causati dalla concorrenza: un brand più amichevole attrae certamente di più.

Questa tipologia di negozi vive in un ambito di monopolio, per questo non si preoccupa del marketing. Ma, se continuerà su questa strada, avrà vita breve: il tempo che arrivi la concorrenza o che i clienti scoprano l’e-commerce di Amazon, chiuderà i battenti.

Anche al ristorante non è più la stessa storia: i clienti ordinano molto più lentamente perché devono posizionarsi laddove ci sono prese di corrente utili per la ricarica del cellulare o del tablet, oppure dove il wifi ha una ricezione migliore. Trascorsi questi momenti di assestamento, passano in rassegna i social per valutare le esperienze di consumazione e ordinare i piatti più votati positivamente (con like, stelline, palline…). Esauritesi le operazioni preliminari, si parte con gli ordini e, quando il piatto fumante arriva sul tavolo, un’altra porzione di tempo trascorre per le foto del cibo elegantemente impiattato da postare su Instagram. Per non parlare delle foto degli avventori all’interno del locale fatte dal personale del servizio di ristorazione. Anche in questo caso, se la struttura e il personale non si adeguano alle esigenze dei clienti internauti, ben presto si assisterà a uno spopolamento del locale.

Soluzioni e interventi

Inutile dirti che alla base di queste pratiche giornaliere ci siano dei desideri da soddisfare, perciò spazi utili per praticare il marketing in tutte le sue declinazioni. Oggi potrebbe essere anche più facile creare azioni di marketing, visto che i profili della clientela si fanno sempre più omogenei. Tuttavia, c’è chi trova molto complicato studiare tutti i volti del consumatore contemporaneo. Anche i più esperti cadono. Cosa c’è alla base di questa confusione? Cos’è che è poco chiaro nella lettura della società odierna?

Il principale errore è volere accontentare tutti, colpire la maggioranza dei potenziali clienti. La prima regola da seguire, infatti, è:

1) Piacere a tutti è come non piacere a nessuno. Meglio conquistare una fetta di mercato piccolissima e arrivarci per primi piuttosto che inseguire un pubblico vasto e dal profilo sfuggente.

Se questo primo assioma ti suona familiare e sei riuscito già a entrarci in confidenza, puoi passare alle lezioni successive dove apprenderai le 6 fondamentali leggi per essere un leader nel settore del marketing.


 

Dario De Pasquale

Web marketing manager, certificato Google© e Apple©, padre e copywriter, marito e blogger, aiuto le aziende ad essere più digitali. Contattami: dario@sikelia.com

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